mercoledì, 08 marzo 2006

Galateo del giocatore principiante

(Parte I: Cambio e Roulette)

Il giocatore pricipiante gentiluomo entra nel casino' come entrerebbe in un ristorante: non deve avere paura ma neanche atteggiarsi ad abitue'.


Se lo chef de partie (in Francia), un pit boss (in Gran Bretagna), un manager o un membro del personale gli si avvicina per salutarlo e offrirgli qualcosa da bere non si spaventa e magari, se desidera, ordina qualcosa. Nei piccoli casino' si usa cosi'. Se avesse il timore di dover pagare 50 euro per una Coca Cola, chieda pure se le bevande sono offerte ma non faccia il pitocco. Non ho mai sentito di un casino' dove una consumazione costa una cifra esagerata, noi non facciamo i soldi a quel modo, generalmente. Se, appurato che le consumazioni sono offerte, decide di bere qualcosa, non si affretti a chiedere una bottiglia di champagne, credendo di essere nel Paese dei Balocchi. Si renderebbe conto ben presto di dove e' in realta': in un posto dove i soldi contano e molto, come spesso accade. Lasci la bottiglia di champagne a chi gioca migliaia di euro oppure giochi migliaia di euro! Un bicchiere di champagne si addice di piu' a qualcuno che prima d'ora non era mai entrato in un casino' e che non ha sicuramente l'intenzione di rovinarsi alla prima visita. Una mancia all'eventuale cameriera non e' mai male accetta. Allo chef de partie o equivalente non si danno mance.

Il giocatore principiante gentiluomo legge i cartelli appesi nel casino' e ne segue le indicazioni. Solitamente si trovano vicino alla cassa o all'ingresso. Le regole generali sono: niente foto e niente telefonino (puo' tenerlo in tasca ma se squilla deve uscire dalla sala per rispondere).
Oltre ai cartelli, bisognerebbe fare lo sforzo di leggere i foglietti con le spiegazioni dei giochi. Il croupier non e' al tavolo per fare lezione, puo' dare spiegazioni solo se al tavolo non c'e' nessuno oltre al rompicoglioni che gli chiede "Come funziona?" e, visto che il croupier medio ha un brutto carattere o gli e' venuto dopo anni di Sabato sera passati a contatto con i clienti, solitamente non ha nessuna voglia di dare spiegazioni e non e' pagato per farlo, checche' ne dicano i datori di lavoro non illuminati.
Il principiante gentiluomo potrebbe addirittura informarsi prima, presso qualche amico gia' capace di giocare o di professione croupier, sulle regole dei giochi che gli interessano, magari, e qui non sta a me dirlo, in cambio di una bella cena o di un giro (o due) di bevande alcooliche.
Al giorno d'oggi si puo' anche fare pratica su internet: su molti siti di casino', tra i quali il nostro, si puo' "giocare" gratuitamente. 
 

A questo punto puo' iniziare a prepararsi a giocare e ha bisogno dei gettoni (fiches, jetons o chips). Per fare una bella figura puo' informarsi, chiedendo al personale, se puo' cambiare banconote al tavolo. In Francia spesso e' possibile cambiare banconote solo alla cassa, dove si puo' anche utilizzare la carta di credito.
Il gentiluomo dovrebbe ricordarsi durante tutta la sua permanenza nel casino' che nessuno lo ha costretto a entrare e che non entrerebbe in un ristorante di lusso per ordinare un uovo al tegamino e un bicchiere d'acqua del rubinetto.
Cambiare significa comprare dei gettoni di valore che verranno poi cambiati in gettoni di denominazioni piu' piccole (se si desidera) oppure in gettoni di colore (per giocare alla roulette inglese) dal croupier che si trova dietro al tavolo al quale il giocatore vuole tentare la sorte.

Supponiamo che il giocatore principiante gentiluomo decida di iniziare con la roulette. 

Per giocare alla roulette ci si dirige verso un tavolo di roulette (meglio dare istruzioni dettagliate) dove c'e' un croupier dietro. A volte i g.d.S.s. si siedono a tavoli chiusi e aspettano, forse il menu'. Sul tavolo c'e' sempre un cartello con su scritti i minimi (e i massimi) del tavolo. Il gentiluomo legge il cartello e non infastidisce il croupier con domande inutili. "Minimi del tavolo" significa quale e' la puntata minima che si puo' fare a quel tavolo.

Il gentiluomo ora deve comprare i gettoni di colore per poter giocare. Posa i gettoni di valore che ha acquistato alla cassa o le banconote sul tavolo, non li sventola davanti al croupier. Questa e' una regola importante bei casino': il croupier non puo' prendere soldi o gettoni, ne' qualsiasi altro oggetto, direttamente dalla mano del cliente.

Il croupier forse gli chiedera' se desidera gettoni da 2 euro (per esempio, visto che da noi, essendo in un casino' piccolino e non di lusso, il minimo e' 2 euro) o da 5, anche se di solito, per cambi inferiori ai 100 euro, vengono dati gettoni da 2 euro se il cliente non si pronuncia. Non risponda "Si'", facendosi bollare come "deficiente" dal personale ancora prima di aver iniziato a giocare e non specifichi che desidera il "iallou", il blu o il verde: fa debuttante e provinciale. Noi diamo i colori a seconda di come ci viene comodo. Potrebbe darsi che ci sia in sala un cliente regolare al quale riserviamo il colore preferito oppure aspettiamo che qualcuno cambi 200 euro per dare via i colori piu' vicini a noi e quindi piu' facili da prendere. Il Sabato sera, a forza di dare via colori a richiesta a gruppi di scemotti che cambiano 10 euro, mi ritrovo a dover fare giochi di prestigio per prendere il colore piu' lontano per il primo giocatore vero che chiede 5 stecche. Una stecca (o pila) e' una pila di 20 gettoni.

Il gentiluomo si siede al tavolo, non si accampa: niente berretti, sciarpe, telefonini o borse sul tavolo. Consentito il pacchetto di sigarette, ovviamente se fumare e' permesso. Se ha un'amica o un entourage di amici che non desiderano giocare, questi stiano in piedi: i posti a sedere sono riservati ai giocatori. Se proprio il casino' fosse vuoto l'amica verra' invitata a sedersi dal personale. Non abusi della nostra gentilezza e bonta' d'animo e si alzi quando il tavolo comincera' a riempirsi.

Sulle navi da crociera Costa ho visto il peggio del peggio riguardo a clienti cafoni. "Mi scusi, potrebbe gentilmente cedere il posto al signore qui che desidera giocare?" "Ma sto giocando anche io!" "Allora desidera cambiare? Vedo che ha finito i gettoni..." "Ho giocato finora, fra poco cambio di nuovo!" "Signora, son 20 minuti che non gioca." "Ma mio marito sta giocando! Sono con lui!" Una volta, in Brasile, il mio gentile fidanzato dopo un colloquio del genere ha detto alla passeggera rompicoglioni : "Avete cambiato 5 dollari in due, vi alzate punto e basta!" Un'altra volta un Italiano del Nord disse, sempre al signor Kutuzov: "Perche' la moglie del Siciliano sta seduta senza giocare e la mia l'avete fatta alzare, quando io stavo giocando?". La risposta fu diplomatica ma se avesse continuato a scassare si sarebbe sentito dire: "Perche' il Siciliano ha cambiato migliaia di euro e tu 50, ecco perche'".

Una volta, sul Costa Victoria, una signorina nauseabonda si sedette al tavolo del poker al quale stavo io e disse: "No, io non gioco". Le dissi che in quel caso doveva alzarsi e lei, con una faccia grigio-verde da mal di mare mi urlo': "Ma io sto maaale!" "Ecco, a maggior ragione, mi faccia la cortesia." Par contre, conobbi un croupier neozelandese che, ubriaco, vomito' sul tavolo del Black Jack, in un prive', oltretutto, ma questa e' un'altra storia e io devo tornare al Galateo.

Il gentiluomo ha i suoi gettoni colorati e puo' cominciare a giocarli. Scommetta un po' i numeri che vuole (magari si legga il post sui giocatori del Sabato sera, cosi' poi non viene da noi a scaldare la sedia giocando i carre') ma ascolti il croupier. "Faites vos jeux" vuol dire: "Giocate! E sbrigatevi che qui il tempo e' denaro", "Les jeux sont fait" vuol dire che si hanno ancora pochi secondi per puntare i gettoni e che il croupier sta per annunciare "Rien ne va plus". Questo e' molto importante: "Rien ne va plus" vuol dire che si deve smettere di giocare e che i gettoni puntati dopo questo annuncio verranno tolti dal tappeto e restituiti. Il cretinotto, quando gli viene restituito un gettone che sarebbe stato perdente, se la ride e fa commenti: "Grazie, eh, mi hai fatto risparmiare! Ah ah ah! Ho risparmiato!" poi, quando gli viene finalmente restituito un gettone che sarebbe stato vincente (e succede, prima o poi, soprattutto se scatta il "punitivo": il croupier sa essere dispettoso, se provocato) non sa piu' che dire e si sente come il fesso che e'. Oppure si arrabbia e nessuno lo sta a sentire. Il gentiluomo non si fa beccare in fallo e ritira le mani dal tappeto appena sente "Rien ne va plus".

Da quando la pallina cade a quando il croupier finisce di "pulire il tavolo" (ovvero sbarazzare il tappeto dai gettoni perdenti) la situazione e' delicata. Il giocatore gentiluomo principiante non tocca piu' niente che sia sul lay-out (la parte del tappeto delimitata, quella dove stanno numeri e chances simples), per sicurezza, fino a quando non avra' piu' esperienza. Non solo non tocca ma neanche indica, con le dita troppo vicine. Questo fa solo innervosire il croupier, che gia' deve guardare che nessuno bari e gli ci manca solo il principiante onesto che indica e lo distrae.

Il croupier mette un aggeggino di plastica, chiamato "dolly" sul numero vincente e, dopo aver pulito il tavolo, comincia a pagare. Il numero vincente non va toccato nel modo piu' assoluto. Finche' c'e' il dolly solo il croupier puo' toccare i gettoni che si trovano su quel numero. Il gentiluomo si ricordi di questo e non aggiunga o tolga gettoni. Sono certa che un gentiluomo non aggiungerebbe gettoni su un numero vincente anche perche' un gentiluomo e' anche una persona intelligente e capisce che abbiamo occhi (e telecamere) dappertutto e non sara' mai un principiante a fregarci. Il problema e' che a volte anche una persona onesta si distrae e non si ricorda (o non sa) che con "numero vincente" si intendono anche le sestine e le terzine di quel numero. Inoltre molti principianti onesti pensano che si possano togliere i gettoni dal numero una volta che sono stati pagati, anche se il dolly sta ancora li' dove e'. Errore gravissimo. Abbiamo un ordine di pagamento delle vincite e a togliere un gettone poi non ci si capisce piu' niente e, anche se fosse un pagamento facile facile, le regole ci sono e vanno rispettate, sempre. Dopo che il dolly e' stato tolto si puo' riprendere a puntare anche sul numero appena uscito. Mentre c'e' il dolly si puo' puntare sugli altri numeri, anzi, si deve, lo dico perche' alcuni g.d.S.s. aspettano e aspettano a puntare e poi si lamentano pure di non avere tempo per farlo, i poveri mentecatti.

Il gentiluomo gioca en plein e lascia i carre' ai g.d.S.s. e quando vince 35 pezzi lascia un pezzo di mancia, a meno che non stia perdendo tanto, nel qual caso sapremo essere comprensivi. Se pero' si trovasse in un casino' dove gli impiegati sono comunali lasci comunque il pezzo di mancia, gli conviene!

 

postato da: kutuzov alle ore 03:31 | link | commenti (8)
categorie: galateo
venerdì, 03 marzo 2006

Le frasi infelici. Cosa NON dire al croupier.

Colloquio immaginario con tutti coloro che mi hanno detto le seguenti frasi infelici. Immaginario perche' nella realta' mi licenzierebbero. A volte non e' tanto l'infelicita' della frase a turbarmi quanto il fatto che e' la milionesima volta che la sento e chi me la dice crede di essere il primo al mondo ad averla detta.

- "Vero che ci fai vincere?" Vi prego, non ditemi questo. Innanzitutto non dipende da me. Io prendo e pago, do le carte, tiro la pallina, il resto lo fa il Caso, il Fato, Dio, chi volete, ma non io. Secondariamente, io ci campo con quello che la gente PERDE al casino'. Io non voglio che voi vinciate, ho un affitto da pagare e uno stomaco da riempire.

- "Ah, una DONNA!" Si', ce ne sono miliardi al mondo e se ne trovano anche dietro ai tavoli del casino', non vedo cosa ci sia da stupirsi.

- "Fammi un sorriso!" Perche' dovrei? Quando andate alle Poste a fare una raccomandata chiedete all'impiegata di farvi un sorriso? Spero bene di no. Quindi non rompetemi i coglioni con questa storia del sorriso. E siete pure dei maledetti tirchi, che' se mi aveste dato una mancia ogni volta che mi avete chiesto un sorriso ora sarei miliardaria. E se un superiore mi guarda mi tocca pure farvelo il falso sorriso. Cretini!

-"Io lo so che il croupier manda la pallina dove vuole!" No, non e' vero. Se fosse capace lavorerebbe in una bisca e guadagnerebbe miliardi. Questo a volte l'ho detto davvero perche' non e' offensivo. quello che non ho mai detto e': "Mi scusi, ma lei pensa che io mandi la pallina nel numero che voglio e gioca i suoi gettoni PRIMA che io lanci? Ma e' scemo? O pensa di essermi simpatico?"

-"Ma non ti e' permesso parlare coi clienti?" (Questo me lo dicono dopo ripetuti falliti tentativi di attaccare discorso) Si', mi e' permesso ma NON SONO OBBLIGATA. Nel casino' si viene per giocare, se vuole parlare se ne va al night o all'oratorio.

-"O la va o la spacca" (detto puntando 2 euro sul pari o dispari). Ma stattene zitto!

-"Non mi hai ancora pagato un pieno" (detto da qualcuno che gioca solo carre') E COME POTREI?!?

-"Se continui cosi', basta mance!" (detto scherzosamente da qualcuno che lascia una mancia ogni morte di papa e si crede un generosone). QUALI MANCE?!? Una volta questo l'ho detto a un giovane g.d.S., in un momento di scarso auto-controllo. Al poverino e' crollata la faccia. Non era uno che poteva lasciare mance perche' la mancia si lascia (tradizionalmente, gentilmente) quando si prende un pieno e questo giocava solo i carre'. Voleva solo essere simpatico ma io non sono simpatica, purtroppo.

-"Wow, ho vinto 69 pezzi! 69!!!" Un pieno e due cavalli pagano 69 e tu sei un morto di seghe.

postato da: kutuzov alle ore 03:08 | link | commenti (11)
categorie: galateo

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